Ho messo appunto un metodo semplice ed efficace (accessibile anche ai più piccoli) per garantire una sicura igiene nel rispetto dei tessuti parodontali.

Le istruzioni di igiene orale iniziano con la scelta dello spazzolino, che deve comunque avere una testina piccola, per potersi muovere agilmente anche laddove lo spazio sia esiguo. Lo spazzolino con una testina più grande dà l’impressione di rimuovere più placca, ma in realtà non è efficace nelle zone più difficili.

Le setole dello spazzolino devono essere sintetiche e di tenuta media, ma quello che è più importante arrotondate in superficie e non tagliate di piatto, per evitare usure di smalto e lesioni ai tessuti parodontali; tutte le forme arzigogolate, per mia esperienza, intralciano lo spazzolamento.

Lo spazzolamento si esegue a bocca aperta, una arcata alla volta. Si comincia dalla superficie occlusale (quella masticatoria) dei denti, qui il movimento va eseguito piano e con pressione per pulire a fondo i solchi, dove spesso iniziano i processi cariosi. In tutti gli altri punti va eseguito un movimento dalla gengiva al dente, in maniera tale da rimuovere lo sporco dal solco gengivale e portarlo nello spazio vuoto fra le arcate dentarie. Il movimento va ripetuto almeno 3 vv per ogni gruppo di denti abbracciati dallo spazzolino.

Questo tipo di tecnica si coniuga bene con ogni distretto della bocca, sia a livello linguale che vestibolare, risulta efficace nella rimozione dello sporco e rispetta ampiamente i tessuti, garantendo un’efficace igiene.

Se ne deduce che, per l’arcata superiore il movimento da effettuare sarà dall’alto in basso, e per l’arcata inferiore sarà dal basso verso l’alto.
Lo spazzolino elettrico dà solo l’impressione di rimuovere più placca,in realtà fa dei movimenti imprecisi che in mani poco esperte non solo risultano inefficaci, ma possono creare lesioni allo smalto (colletto dei denti) e retrazioni alle gengive.

Dopo lo spazzolamento si passa all’utilizzo del filo interdentale o dell’idropulsore.

Il filo interdentale si tende con 2 dita (o ci si serve delle apposite forcelle tendifilo), si inserisce in uno spazio interdentale con un lieve movimento di scorrimento per evitare di traumatizzare il parodonto sottostante, si tira verso il dente più prossimale e si fa scorrere in maniera tale da rimuovere sporco o frammenti di cibi, si reinserisce nello stesso spazio e si tende verso il dente più distale ripetendo tutti i passaggi precedenti, questa operazione va ripetuta in ogni singolo spazio, soprattutto a livello molare, dove il punto di contatto fra i denti è una superficie più ampia.

In alternativa al filo l’utilizzo dell’idropulsore (uno strumentino che spruzza aria e acqua a pressione) completa efficacemente la pulizia e massaggia le gengive, riattivando la micrcircolazione.

Per l’igiene in caso di utilizzo di dispositivi ortodontici (soprattutto fissi) le istruzioni sono più complesse e vengono fornite in dettaglio, con materiale illustrativo specifico, per ogni singolo paziente.


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